Passiamo troppo tempo a chiederci come sarà e come saremo dopo che tutto questo sarà passato. Oggi non possiamo capire se saremo peggiori o migliori rispetto al momento in cui tutto è iniziato. Di una cosa però siamo certi, che non tutto sarà come prima e siamo solo all’inizio di una serie di sfide in cui tutti dovranno fare la loro parte.

Precedentemente ho cercato di analizzare (senza la pretesa di essere nel giusto), quali saranno i fattori che le aziende dovranno considerare per ritornare ad essere competitive nel nuovo scenario che le attende. Ci sarà un periodo di grandi cambiamenti e non ci sarà tempo per gestirli dato che il cliente, noi inclusi, non sarà più lo stesso di prima.

Non sarà facile comprendere quali saranno i nuovi significati che daremo alla nostra quotidianità ed al nostro modo di affrontarla. Per questa ragione non dovremo solo occuparci di innovazione tecnologica ma anche di Innovazione di Significato con l’applicazione di metodologie di Design Thinking che aiuteranno in questo passaggio.

A mio avviso sarà di particolare interesse la Design-Driven Innovation (il processo di ricerca e di sviluppo dei nuovi significati di prodotti e servizi, descritto dal prof. Roberto Verganti durante i suoi corsi e nei suoi libri), in quanto il momento storico che stiamo vivendo ci impone di non trascurare l’innovazione radicale dei significati che solitamente si ottiene da un’attenta osservazione di quei cambiamenti culturali causati eventi che portano ad assumere nuovi stili di vita.

Mi sono divertito ad individuare 5 parole che saranno cardini portanti dei processi di Design Thinking e costituiranno una sfida da affrontare nel breve termine.

Normalità

Qualcuno sta già cercando di ridisegnare la nostra quotidianità facendo delle ipotesi e cercando di creare degli scenari che possano almeno dare una parvenza di come eravamo abituati. La  nuova “normalità” non è una esigenza latente in attesa di essere soddisfatta attraverso un nuovo bisogno, è già una esigenza palese e la contesa è già iniziata.

Alcuni brand della GDO hanno già iniziato a creare delle campagne ad-hoc che, facendo leva su questa parola, mirano al coinvolgimento del consumo di massa. Ma ci sono tantissimi altri settori che dovranno ricercare nuove basi su cui fondare la ripartenza. Solo per citare alcuni esempi: trasporti, ristorazione, turismo, intrattenimento e sport a cui si aggiungeranno anche l’industria, l’artigianato, i professionisti, e così via, nessuno escluso.

​​Credibilità (comunicazione)

Un primo forte segnale di cambiamento è arrivato dai nuovi canali di comunicazione scelti dalle istituzioni per veicolare i messaggi ai cittadini. Non è stata a mio avviso una scelta casuale ma ha di fatto anticipato un cambiamento nelle nostre abitudini. I tradizionali sistemi monodirezionali sono passati in secondo piano con una preferenza alla bidirezionalità in cui fosse ammessa una interazione con l’interlocutore.

Per questa ragione non solo le istituzioni ma molte aziende e molti brand hanno rafforzato la loro presenza sui social network per cercare di essere sempre più vicino ed in contatto con il cliente finale. I social media improvvisamente hanno smesso di essere visti come un semplice passatempo ma sono diventati il vettore principale dell’informazione, trascinandosi dietro tutte le implicazioni negative come la diffusione massiva e pervasiva di fake-news.

Attribuire un significato di credibilità e tutelare la propria Brand Reputation non sarà una semplice missione.

Società

Distanziamento sociale ed utilizzo dei DPI sono i nuovi requisiti che abiliteranno il nostro nuovo modo di vivere i rapporti umani. Ma non solo. Abbiamo esteso il concetto di socializzazione oltre il semplice contatto umano e gli strumenti di web meeting sono diventati di uso comune.

Non sarà facile districarsi tra tutti gli strumenti che abbiamo imparato a conoscere ma sicuramente impareremo ad affrontare un nuovo modo di “stare insieme” ci permetterà di sentirci vicini pur mantenendo le distanze. I legami tra le persone assumeranno una struttura diversa e svilupperemo una nuova forma di empatia basata su una diversa sensibilità.

Sarà molto difficile gestire e controllare questa nuova forma di socializzazione, forse eccessivamente invasiva nella nostra intimità. Ma, forse, sta proprio nella tutela della nostra vita privata il nuovo significato di società.

Comunità

I limiti alla nostra libertà di agire e di muoverci hanno anche influenzato il modo con cui gestiamo le nostre emozioni. Per il “dopo”, come si correleranno i nostri stati d’animo con i nuovi modi socializzare e di comunicare sarà tutto da scoprire. L’incertezza alimenterà l’insicurezza portandoci a ricercare nuove aree di rifugio personale e familiare. Anche se diminuiranno le occasioni di contatto, una dei nostri bisogni da soddisfare sarà avere un ambito in cui racchiudere e condividere la propria intimità. In continuità con il significato di società, l’appartenenza ad una famiglia oppure ad un circolo di amici assumerà connotati diversi, forse più complessi, ma che rafforzino maggiormente la ricerca della personale sicurezza.

La ricerca di un nuovo cerchio della fiducia che lasci all’esterno diffidenza ed egoismo e sia in grado di ingaggiare sentimenti positivi come il sentirsi di appartenere ad una comunità.

Worklife balance

Il nuovo worklife balance avrà solide basi non solo nello smartworking che nelle ultime settimane è entrato prepotentemente nella abitudinarietà. Conference call con mogli che chiedono ai mariti cosa vogliono per pranzo o cena (e viceversa), bambini che saltano in braccio ai genitori, animali domestici che passeggiano e urla dei vicini che entrano dalla finestra. Il mescolamento della vita quotidiana con il ritmo dei web meeting ha di fatto eliminato la separazione casa-lavoro.

La tradizionale settimana lavorativa con l’orario giornaliero dal lunedì al venerdì non esisterà più. Turni più snelli spalmati su 7 giorni che si tramuteranno nella cancellazione del “weekend in famiglia”.

Il nuovo equilibrio porterà a stravolgere non solo il significato del lavoro così come lo conosciamo, ma rivoluzionerà e condizionerà le nostre famiglie. Work e Life non riusciremo semplicemente separarli ma si alterneranno e sovrapporranno continuamente.

Chi vincerà la sfida?

É iniziata la sfida e non ci sarà un solo vincitore. Purtroppo il mio timore è che ci siano troppi sconfitti. Non solo innovazione tecnologica, non solo nuove soluzioni e non solo nuovi modelli organizzativi. Non sarà una competizione in cui il vincitore è colui che taglia per prima il traguardo.

A fare la differenza potrebbero essere i nuovi significati. Il momento delicato richiede un approccio che consenta di ascoltare il sentimento del cliente e cercare di interpretare il suo nuovo pensiero per farlo di nuovo innamorare.

I nuovi significati hanno proprio questo scopo: agire sul lato emotivo per innescare il sentimento dell’amore e farlo stare bene. Un cliente innamorato è un cliente felice… ed è un cliente che sostiene il business.

It’s a new dawn, It’s a new day, It’s a new life… For me!
…and I’m feeling good!