Quando l’innovazione parla diversamente

da | 31 Ago, 22 | Explore. Change. Stand out.

Mi sono sempre sentito attratto dalla capacità di innovare insita nell’animo del tipico “startupper”, un mix tra l’imprenditore visionario con una forte propensione al rischio e la spensierata incoscienza di un adolescente che affronta l’incerto avvenire senza mostrare alcun timore. Questi due elementi costituiscono un cocktail esplosivo che può essere sufficiente a descrivere il motivo per cui un gran numero di start-up innovative ha una vita inferiore ai 2 anni.

Ma quindi perché dovrei sentirmi incuriosito da un presunto affollato gruppo di imprenditori con una forte propensione al fallimento? Per quale oscuro motivo dovrei riporre la mia fiducia nelle loro strampalate visioni? La risposta è semplice, se non ci fossero stati un numero sufficientemente elevato di errori, oggi non vivremmo nel contesto evoluto in cui siamo. E nonostante tutte queste evoluzioni e rivoluzioni, l’innovazione non è ancora finita.

Innovare rappresenta sempre una sfida che non è solo un esclusivo ambito tecnologico. La voglia di cambiare, e di avere sempre qualcosa di nuovo, sta diventando una esigenza molto più umana.

Non è caso se negli ultimi anni le innovazioni più importanti sono state quelle che hanno riguardato i significati, i perché, ed hanno messo l’interpretazione dell’uomo al di sopra di tutto. C’è stato un vero e proprio cambio di direzione che ha portato lo spostamento dell’attenzione dal “business” ad ogni costo (paradigma insegnato nelle Business School) al “people”, cardine del Design Thinking.

C’è un “prima”, in cui tutto ciò che riguardava il nuovo aveva come unico scopo il profitto e la vendita di prodotti o servizi, e cè un “dopo” in cui l’obiettivo finale è comandato da una logica in cui il cliente e la soddisfazione delle sue esigenze sono il fulcro di tutta l’attività. In questo nuovo contesto le aziende creano valore non solo creando nuovi prodotti, ma anche e soprattutto veicolando e catturando il significato che i clienti gli attribuiscono.

A valle di questo panegirico introduttivo c’è un gioco che vorrei fare, come potrebbero cambiare alcuni degli attuali trend legati alla innovazione se proviamo a guardarli da un punto di vista umano e non tecnico? Come andiamo ad esplorare nuove opportunità, quali direzioni scegliere e come generare una discontinuità con il presente?

La base su cui ragionare è costituita dalle aziende che tendono a ricercare continuamente nuove tecnologie dove vi sia poca concorrenza (articolo sul Blue Ocean), ma il più delle volte si cade nella illusione di trovare la soluzione ricorrendo a delle innovazioni incrementali. Ecco perché manca la discontinuità e la capacità di trovare una nuova direzione.

Proviamo a cambiare alcune parole chiave. La prima parola che mi viene in mente è Digitalizzazione, molto di moda in questi anni. Lasciatemela definire, in un modo molto semplicistico, come la necessità di dematerializzare e snellire i processi di una azienda con il fine di essere più rispondenti alle richieste del mercato. Personalmente sostituirei questo termine con il binomio Collaborazione e Condivisione (digitale) che sono il valore su cui rifondare uno spirito di appartenenza, di supporto e di aiuto reciproco, senza la egoistica prevaricazione personale. La digitalizzazione è sicuramente un mezzo che porta cambiamento, ma Collaborazione e Condivisione ne sono il significato.

Le imprese cercano continuamente nuove direzioni e quando scelgono dove andare, iniziano rivalutando Vision e Mission, il come si vedono nel futuro e come vorrebbero arrivare. Approccio assolutamente corretto, ma non completo. In questo contesto non si parla mai di Fiducia, sentimento che dovrebbe essere pervasivamente diffuso tra le persone e necessario per generare autoconsapevolezza nelle proprie azioni e trovare l’energia necessaria per prendere le giuste decisioni.

Diversamente, quando ci si accorge che le cose non vanno verso la destinazione desiderata, le aziende parlano di Riorganizzazione per riadattarsi al contesto. Questa parola si trova in cima alle paure di ogni dipendente che sente minacciato il proprio status quo. Riorganizzare è necessario perché ogni passo avanti è caratterizzato da una temporanea perdita di equilibrio. La Riorganizzazione è in realtà un passaggio verso una nuova stabilità, e per questo mi piace definirlo con il significato di Riequilibrio.

In tutti questi contesti le persone sono le protagoniste della nuova interpretazione. Infatti nelle imprese moderne l’Ufficio del Personale è stato sostituito dalle Risorse Umane con l’obiettivo di valorizzare il capitale umano esaltandolo come asset. Molto è stato fatto in termini di Worklife Balance e non da ultimi sono da segnalare gli interventi (anche legislativi) che permettono alle persone di potere contribuire allo sviluppo delle aziende in modo più efficiente (Smartworking). Questo è il passaggio ulteriore che vorrei evidenziare per provare ad andare oltre la definizione di lavoro, intesa come l’attività produttività vista dal punto di vista economico. Le risorse umane non lavorano semplicemente in una azienda ma contribuiscono alla creazione di valore. Ecco un ulteriore cambio di significato, più inclusivo, la sostituzione del verbo lavorare con contribuire.

Abbiamo parlato di CollaborazioneCondivisioneFiducia e Riequilibrio per mettere le persone nelle condizioni di Contribuire. Ed i Manager e gli Imprenditori?

Serve un approccio etico che sia attento ai bisogni e (soprattutto) ai desideri dei propri collaboratori. La responsabilità di sapere valutare con criterio di distinzione il bene ed il male giova sia al business e sia alla risorsa umana. L’etica dovrebbe essere abbinata alla attività manageriale di dovere leggere ed interpretare i freddi numeri descrittivi della direzione intrapresa.

Chiudo richiamando l’insegnamento di un mio mentore che recentemente mi ha parlato di quanto sia importante l’intelligenza umana e nella interpretazione dei segnali che elaboriamo tutti i giorni. Il contesto dove ci troviamo, sia lavorativo che personale, ci stimola continuamente a trovare nuovi scenari e ci spinge ad osservare come l’evoluzione sia da stimolo per l’innovazione.

L’intelligenza è la capacità di dare significato al presente elaborando l’esperienza.

Proviamo a farne buon uso.

Articoli Recenti

Categorie

Archivi

Kronos, Kairos e… Kaos

Quanta cultura classica potremmo trovare nella gestione di un processo di innovazione? Molta di più di quello che pensiamo. I personaggi nel titolo potrebbero indurre il timore di trattato di mitologia, ma l’intento è ben diverso l’invito è di non giudicare dalle...

Quando il gioco si fa Business

​Vi ricordate come erano le giornate di quando eravamo piccoli? Le nostre erano lunghe e ricche di tutti quegli impegni che caratterizzano la vita di un bambino. Facevamo un lavoro duro e stancante, ma appagante al punto che dopo cena crollavamo e ci addormentavamo...

Blue Ocean vs Red Ocean

La competizione? É da perdenti. Adottando scelte strategiche, le aziende sono in grado di creare valore nell'impresa e nel brand, accedendo ad un nuovo bacino di domanda e riducendo la competizione.Nonostante il periodo estivo sia trascorso all’insegna delle vacanze...

Desiderio di #normalità o bisogno di #cambiamento

Desiderio di normalità o bisogno di cambiamento? Siamo in un limbo che ci induce a guardare verso due poli coinvolti in una contrapposizione ed in una lotta che fa della resistenza il proprio credo. Possiamo definirci come dei reduci che hanno trascorso settimane ad...

#coronavirus – Tutto cambierà?

Niente sarà come prima. Forse non abbiamo ancora raggiunto la consapevolezza, ma questa crisi ci costringerà a cambiare ed a rivedere tutto in una ottica diversa. Da sempre sento parlare del "fallimento del Sistema Italia", un sistema economico perennemente sull'orlo...

Pills from 70’s: Be Digital, Be Transformer!

Sono stato assalito da una insana vena nostalgica proveniente dagli anni '80. Non inizierò a raccontare i soliti stereotipi e decantare la vita non digitale raccontando delle cabine telefoniche, dei gettoni, dei piccioni viaggiatori, delle partite nei campetti del...