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Partiamo dalla domanda banale: chi è un leader? 

Ultimamente mi sono divertito a raccogliere alcune definizioni che possano individuare in modo più o meno esemplificativo una risposta.

Molti descrivono un leader come colui che comanda un gruppo di persone che gerarchicamente eseguono le sue decisioni. Questo è l’errore più comune: definire un capo e non un leader o peggio scambiare il significato di uno con un altro. A tal proposito si trovano in rete migliaia di articoli che spiegano la differenza che esiste tra capo e leader.

Altri descrivono che essere leader significa sapere imporre le proprie idee e fare in modo che altri le eseguano. Qui ci avviciniamo ma non siamo ancora nelle condizioni ideali. Sapere imporsi è una specie di arte della persuasione, una soft skill, ma non è determinante nella identificazione di un leader.

Un capo che ho avuto mi descriveva il ruolo del leader come “colui che si fa le giuste domande per dare le risposte che gli altri si attendono“. Interessante definizione filosofica ma altrettanto discutibile e che non richiama il vero significato del ruolo. Nello specifico sottolineo, che non ho mai fatto il giornalista e non ho mai avuto Gigi Marzullo come capo (tanto per citare la famosissima frase “si faccia una domanda e si dia una risposta”).

Quindi, chi è un leader?
Leader deriva dal verbo anglosassone to lead che significa condurre, quindi è semplicemente “colui che conduce“. Senza tanti giri di parole e senza tanti elenchi di hard e soft skills, un bravo leader sa prendersi la responsabilità di indicare la giusta direzione ai collaboratori che gli danno fiducia.

Responsabilità e fiducia sono valori che costituiscono un binomio fondamentale per le relazioni di tutti i giorni. Ad esemplificare c’è un caso particolare ed emblematico dove si realizza tutta l’importanza di questi valori: il cane guida ed il suo padrone. Ho avuto il piacere di partecipare come ospite ad una cerimonia di assegnazione di cani guida per ciechi ed è stata una esperienza che definire piacevole, stimolante ed interessante è riduttivo. Cane guida e padrone esprimono tutto il senso che responsabilità e fiducia ripongono vicendevolmente. Non si tratta di un legame che nasce dal nulla ma è una relazione che si evolve giorno dopo giorno seguendo dei passaggi ben definiti.

Quali sono i 2 momenti chiave dello sviluppo della relazione?
Sostanzialmente ci sono 2 passaggi chiave: la creazione di fiducia e l’assunzione di responsabilità.

Il primo passo è costruire una relazione di fiducia guadagnando il rispetto un passo per volta attraverso la condivisione e la comprensione reciproca. Solo attraverso il dialogo e la corretta cooperazione si riesce a instaurare un rapporto. In questa fase è fondamentale la fase di ascolto in cui si percepiscono le sensazioni dell’altra parte e si inizia ad instaurare un mutuo adattamento. Riportando questa fase ad un caso aziendale la creazione di fiducia avviene nello stesso identico modo: lo scambio di esperienze, la condivisione di informazioni, il sapersi comprendere a vicenda, e non ultimo il rispetto reciproco, creano una atmosfera di fiducia tra colleghi.

Superata la prima fase inizia a delinearsi la fase della assunzione di responsabilità. I nostri 2 protagonisti, dopo avere riconosciuto la fiducia reciproca, iniziano ad assumersi le proprie responsabilità. Il cane forte della fiducia conquistata si assume la responsabilità di guidare il proprio padrone lungo il percorso che dovranno percorrere insieme. Questo ruolo è eseguito dal cane in modo esemplare: la consapevolezza di eseguire il proprio compito proteggendo il proprio padrone nel rispetto delle regole e forte della fiducia acquisita. Ecco un vero leader: il cane guida.

Anche nelle aziende i manager, i leader, dovrebbero avere la consapevolezza delle proprie azioni, di assumere responsabilmente le decisioni per condurre i propri collaboratori lungo il percorso disegnato. Ma non sempre è così.

In tutta questa storia c’è una morale: non tutti i cani possono essere cani-guida e sono molto pochi quelli che hanno l’attitudine a diventarlo dopo un lungo percorso di addestramento. Parallelamente, non tutti i non vedenti sono in grado di concedere fiducia per cui il binomio fiducia-responsabilità torna ad essere determinante.

Esattamente come dovrebbe essere in azienda: i leader prima dovrebbero guadagnarsi la fiducia assumendosi la responsabilità di condurre ma in tutto questo c’è un errore di fondo. Molti credono di essere dei leader ma non conoscono la direzione e non sanno chi e come condurre. A differenza dei cani-guida. Loro sì che sono dei leader.